LEIELUI di Andrea De Carlo

Leielui di Andrea De Carlo
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L’ultimo romanzo di Andrea De Carlo  non ha aiutato la mia fame bulimica a trovare moderazione e respiro. Mai precedentemente  ero riuscita a ingozzarmi di una storia da 568 pagine in due settimane. Ricordo di essere riuscita, in quei giorni,  a cucinare svariati piatti tenendo saldamente il libro in una mano e buttando l’occhio ad ogni attesa di cottura, se non addirittura, mescolando simultaneamente il preparato per budino.

Stiamo parlando di una storia d’amore. Ma cosa la rende così avvincente? Innanzi tutto il duplice punto di vista: quello di Lei e quello di Lui, a capitoli alternati. Per quanto De Carlo, ammicchi sempre favorevolmente al suo personaggio alterego, le cui peculiarità comportamentali  si ripresentano puntualmente in uno dei protagonisti di quasi tutti i suoi romanzi; in questo caso l’identificazione che si coglie da parte dell’autore è perfettamente equa e alternata, come i capitoli. Il risultato è che sembra di aver a che fare con un libro scritto a due mani, con l’inevitabile affezione ad entrambi i protagonisti.

Questo grazie allo sguardo sempre estremamente lucido e introspettivo con cui De Carlo osserva e fa agire i suoi personaggi, rendendoli persone comuni, complesse, sfaccettate, contraddittorie e inevitabilmente umane.

All’estremo realismo dei personaggi corrisponde una vicenda surreale, fatta di coincidenze, scelte inaspettate, colpi di scena e grande finale cinematografico. Sembra che De Carlo abbia voluto sperimentare un’immaginazione a briglia sciolta, dove l’inconfessabile bisogno epico e romantico del lettore trova la sua affermazione più disinvolta. Ci si aderisce, inevitabilmente; per i primi capitoli ancora con qualche punta di reticenza, seguendo quella di Clare Moletto e Daniel Deserti. Superate le prime trenta pagine, si inciampa e si cade a picco, nel vortice della vicenda, invischiati come i protagonisti, fino all’ultima pagina.

L’incontro ha inizio con lo scontro per eccellenza: la Jaguar di Daniel Deserti, autore di un best-seller internazionale, in profonda crisi da vuoto d’ispirazione e non solo, tampona l’auto di Stefano e della sua fidanzata, italoamericana Clare Moletto. La donna decide, nonostante la poca collaborazione del fidanzato, di accompagnare l’uomo ferito all’ospedale e trattenersi con lui.

Dopo questo episodio, sembra che le loro vite non siano destinate a incrociarsi di nuovo; ma il primo Deus ex Machina interviene a riportare l’attenzione di Clare su quell’uomo arrogante e poco comunicativo, facendole trovare proprio il famoso best-seller dello scrittore, dimenticato da qualcuno su un treno.

Da questo momento la vicende prenderà respiro, spostandosi tra Milano, l’entroterra ligure e il Sud della Francia, in un crescendo di aspettative, delusioni e ritirate reciproche che porta a riflettere sulle intricate dinamiche umane tra uomini e donne, anche fuori dalle pagine di LEIELUI.

LO CONSIGLIO: A chi ha voglia di catapultarsi in una storia intrigante e leggera allo stesso tempo, che affronta con un linguaggio incalzante e quotidiano le complesse fragilità di uomini e donne contemporanee, alle prese col demone dell’innamoramento.

NON LO CONSIGLIO: Andrea De Carlo piace o non piace. Il suo stile è unico, costituito da una scrittura e un modo di raccontare autenticamente suo. La sua ricerca punta su dialoghi serrati, scarni, come nella vita e le sue descrizioni sono essenziali, poco infiocchettate da esercizi di stile lessicale. Io stessa non potrei leggere solo De Carlo, ma appartengo alla categoria del “mi piace”. Se vi siete già scontrati in passato con la sua scrittura, non vi consiglio di ritentare con questo libro.