Il Vangelo secondo Gesù Cristo

IL VANGELO SECONDO GESU’ CRISTO di José Saramago

Clicca per comprarlo su Amazon.it
Clicca per acquistarlo su Amazon.it

Non voglio cominciare da un classico della letteratura contemporanea per fare l’intellettualoide saccente e noiosa; ma per la pelle che si è fatta d’oca dalla prima all’ultima pagina. Questo libro mi ha folgorato!!!

La Potenza dissacratoria di questa rivisitazione delle vita di Gesù mi ha dato la sensazione di leggere qualcosa di proibito e rivelatorio. Viene subito da chiedersi come sia stato possibile che l’autore abbia ricevuto così poche ritorsioni; se non si attribuisce il termine blasfemo a questo testo, così come viene inteso dall’ottica cattolica,  non restano che i bestemmiatori  isterici, imbottigliati nel traffico cittadino delle 8:30. Persino “Jesus Christ Superstar”, tanto contestato ai tempi, non raggiunge a mio avviso, nemmeno la metà dell’intento provocatorio di Saramago.

Ma procediamo per punti.

Uno degli aspetti più controversi del romanzo, è dato dalla nascita di Gesù, avvenuta per umano e lecito rapporto sessuale. L’annunciazione si esprime per  voce di un mendicante, che alla vista della giovane Maria, scorge per primo i segni rivelatori della maternità. La figura inquietante del mendicante, tornerà più volte nella storia, a incontrare gli occhi curiosi di Maria e quelli indagatori di Giuseppe, insospettito da quel messaggero che sa dileguarsi senza lasciare tracce di passaggio. Esso appare come un’ombra vegliante, a seguire gli spostamenti della coppia, lungo la strada del censimento e poi nella grotta, protetta dall’oscurità alla strage degli innocenti. Il volto del mendicante tornerà anche dopo, nelle sembianze del Pastore che accoglierà con se Gesù, ormai adolescente e infine nel Diavolo che incontrerà nel mezzo del Lago di Tiberiade insieme a Dio.

Anche la figura di Giuseppe, spesso trascurata nelle Sacre Scritture, appare estremamente sfaccettata e controversa. L a sua vita è indelebilmente segnata da un senso di colpa che non trova redenzione. Dopo aver appreso la notizia dell’imminente strage degli innocenti per ordine di Erode, sceglie di salvare suo figlio, trascurando di avvisare l’intero villaggio dell’incombente  pericolo. Da quell’episodio, un incubo ricorrente tormenta tutte le sue notti, fino ad un disperato gesto, che appare un suicidio a tutti gli effetti,  che lo porterà a buttarsi su una croce e morire a trentatré anni insieme ad alcuni  ribelli Zeloti presso il villaggio di Sefforis.

Gesù, dopo quattro anni  insieme a Pastore, decide di tornare da sua madre e dai suoi fratelli. Fermatosi presso una casa a medicare le piaghe infette dei suoi piedi, conosce Maria di Magdala, una prostituta di alto bordo, che lo accoglie e lo inizia alla carnalità. L’amore passionale, a tratti fortemente materno di lei, spingerà Gesù a tornare. Nell’opera di Saramago sarà lei la sola Maria destinata a reggere lo strazio della consapevolezza, accettando di stare vicino al suo uomo fino alla fine. L’autore innalza il loro legame utilizzando descrizioni tratte dal Cantico dei Cantici e ci rende un figlio di Dio reale, vicino, sdivinizzato poiché soggetto alla croce e delizia di ogni uomo, l’amore terreno.

L’ultimo aspetto, forse tra i più controversi, è dato dalla forte vicinanza tra Dio e il Diavolo, figure a tratti quasi complementari. Il sacrificio del Figlio di Dio sembra rappresentare soltanto la prima pedina di un gioco strategico, nato dalla smania di esaltazione egocentrica di un Dio senza pietà.

Inquietanti le numerose pagine dedicate all’elenco dei martiri cristiani e dei loro martirii, descritti da un Dio preveggente e compiaciuto, come conseguenze inevitabili del primo gesto sacrificale, quello di Gesù.

Fa inorridire l’ipotesi che la crocifissione del Cristo non sia servita a salvare ma a condannare gli uomini a stragi in nome di una fede senza appigli di pace, che ha destinato i seguaci alla scelta tra il farsi uccidere dal diverso o ucciderlo.

Gesù tenterà di non aderire alla volontà diabolica del Padre, ma si ritroverà suo malgrado a realizzarla pienamente sulla croce.

“Allora Gesù capì di essere stato portato all’inganno, come si conduce l’agnello al sacrificio, che la sua vita era destinata a questa morte, fin dal principio e, ripensando al fiume di sangue e di sofferenza, che sarebbe nato spargendosi per tutta la terra, esclamò rivolto al cielo, dove Dio sorrideva, Uomini, perdonatelo, perché’ non sa quello che ha fatto”

LO CONSIGLIO: A chi si sente incuriosito all’idea di accedere a una rielaborazione inusuale di Scritture Sacre, spesso apprese senza possibilità di obiezioni.

NON LO CONSIGLIO: La storia si snoda lentamente, con tempi dilatati su alcuni episodi e dialoghi, sui quali si può non cogliere immediatamente l’intento di riflessione. E’ una lettura che esige concentrazione, altrimenti rischia di annoiare.

Se si è più propensi a letture veloci, per brevi ritagli di tempo, non consiglio questo libro.